03/03/2026

Intervista a Paolo Molinari, Responsabile Dipartimento Automazione di Ocrim.

Prosegue il nostro format “L’esperto risponde” con un approfondimento dedicato all’Intelligenza Artificiale applicata agli impianti, alla sicurezza dei dati e al ruolo centrale dell’operatore.
Paolo Molinari racconta come Ocrim stia esplorando l’utilizzo dell’IA in una fase ancora sperimentale, con l’obiettivo di garantire la protezione dei dati e offrire un supporto concreto e affidabile al lavoro quotidiano degli operatori.

D: Perché oggi l’IA è importante negli impianti?

R: L’Intelligenza Artificiale consente di ottimizzare sia le singole macchine sia l’intero impianto, migliorando regolazioni, consumi energetici e performance complessive. Tuttavia, tutto parte da un elemento fondamentale: i dati. Senza informazioni accurate e correttamente storicizzate, l’algoritmo non è in grado di apprendere e migliorarsi nel tempo, né di fornire indicazioni realmente affidabili. Parliamo di dati relativi ai cicli di produzione, ai consumi, alle regolazioni e ad altri parametri chiave che costituiscono la base di qualsiasi applicazione efficace di IA.

D: Come garantite la sicurezza dei dati raccolti?

R: Comprendiamo le preoccupazioni: nessun dato viene condiviso con piattaforme esterne. Ocrim sta infatti strutturando internamente un sistema di raccolta e gestione dei dati attraverso il collaudato gestionale di produzione MES management@mill, operando in totale sicurezza e senza ricorrere a soluzioni di terze parti.
Il “cervello digitale” risiede interamente in Ocrim: un sistema sicuro, controllato e adeguatamente protetto.

D: L’IA sostituisce l’uomo?

R: No, l’Intelligenza Artificiale nasce come strumento di supporto, non come sostituto. L’operatore resta al centro del processo: la tecnologia è pensata per affiancarlo nel migliorare setup, regolazioni e attività di manutenzione, fornendo suggerimenti mirati — ad esempio tramite chatbot — senza mai sostituire il giudizio, l’esperienza e la responsabilità umana.

D: Come viene organizzato e gestito il dato?

R: Il dato è il vero carburante dell’Intelligenza Artificiale. Deve essere pulito, storicizzato e organizzato all’interno di contenitori sicuri: solo così può essere consultato e analizzato in modo efficace per migliorare i processi. Come ripeto spesso, quasi fosse un mantra, l’accesso al dato è indispensabile.
Per uno sviluppo realmente efficace degli algoritmi di IA è importante considerare la regola delle tre “V”: Varietà dei contenuti, disponibilità di Volumi significativi di informazioni e Velocità di raccolta sempre più elevate.
Grazie all’IoT e ai sistemi di automazione concepiti e sviluppati in Ocrim, oggi è possibile monitorare simultaneamente numerose variabili, ottimizzando le prestazioni degli impianti e riducendo lo stress operativo.

D: Su quali fronti sta lavorando oggi Ocrim in ambito IA?

R; Stiamo lavorando su diversi fronti. Tra gli esempi più concreti c’è lo sviluppo di un’interfaccia chatbot pensata per la consultazione di manuali, procedure operative e documentazione di manutenzione, oltre a un servizio di assistenza di primo livello in tempo reale.
Un altro ambito riguarda sistemi di supporto all’operatore in grado di suggerire la pianificazione e l’operabilità dell’impianto, sempre basandosi esclusivamente su dati interni, sicuri e controllati.
In entrambi i casi, l’obiettivo è chiaro: fornire strumenti utili, affidabili e coerenti, mettendo l’uomo al centro del processo e garantendo la massima protezione dei dati.

Paolo Molinari conclude:
” Oggi l’Intelligenza Artificiale è ancora spesso percepita con una certa diffidenza, soprattutto quando entra in contesti produttivi complessi. Tuttavia, il suo ingresso nelle dinamiche lavorative quotidiane appare inevitabile. Proprio per questo, Ocrim sta lavorando affinché questa transizione avvenga in modo controllato, affidabile e trasparente, mettendo la tecnologia al servizio dell’uomo e valorizzando il ruolo dell’operatore come elemento centrale del processo.”

Questo approccio evidenzia come innovazione e attenzione all’uomo possano convivere, trasformando i dati in strumenti concreti per migliorare efficienza e affidabilità dei processi.