06/10/2026

Ci sono eventi che iniziano prima del loro programma ufficiale e finiscono dopo l’ultimo appuntamento in calendario. Perché prima dei contenuti, delle conferenze e delle visite ci sono le persone. E quando quelle persone arrivano da tanti Paesi diversi e, anno dopo anno, tornano a incontrarsi, il benvenuto e l’arrivederci diventano parte della storia tanto quanto tutto ciò che accade nel mezzo.
È stato così anche per “Grano, farina e…” 2026.

Bentornati a Cremona
Giovedì 17 settembre, alla vigilia delle due giornate ufficiali dell’evento, gli ospiti sono stati accolti per un’apericena di benvenuto alle Scuderie del Fico, un locale situato all’interno di un palazzo storico nel cuore di Cremona.
Era il primo momento insieme e, forse proprio per questo, aveva qualcosa di speciale. Per il team Ocrim significava ritrovare, dopo un anno, persone arrivate da ogni parte del mondo. Ospiti, certamente, ma anche volti conosciuti e amici con i quali nel tempo si è costruito un rapporto che va oltre le occasioni professionali.
Saluti, abbracci, conversazioni che ricominciavano quasi da dove erano state interrotte. E insieme la consapevolezza che quello fosse soltanto l’inizio.
Davanti c’erano ancora giorni da vivere insieme, durante i quali formazione, cultura, tecnologia e convivialità avrebbero continuato ad alternarsi e intrecciarsi. Ma quella prima sera non era ancora il momento di raccontarli. Era semplicemente il tempo di ritrovarsi.
Poi sono arrivati il 18 e il 19 settembre, le due giornate di “Grano, farina e…”. Intense, dense di appuntamenti e incontri, capaci di riunire persone, competenze ed esperienze differenti.
E quasi senza accorgersene, è arrivata anche domenica.

Prima di dirsi arrivederci
La mattina del 20 settembre è iniziata nel centro storico di Cremona, con una visita guidata alla chiesa di San Girolamo. Un luogo prezioso del patrimonio cittadino, un gioiello del barocco lombardo al cui completo recupero Ocrim ha scelto di contribuire.
Visitare San Girolamo proprio nell’ultima giornata ha assunto così un significato particolare. Conoscere un luogo mentre attraversa una fase della propria storia significa anche poter immaginare come sarà quando quella trasformazione sarà compiuta. E allora viene spontaneo lasciare aperta una piccola promessa: chissà che una prossima edizione di “Grano, farina e…” non possa riportarci qui, per ritrovare la stessa chiesa e scoprire insieme il suo “dopo”.
Dopo la visita, una passeggiata per le strade di Cremona ha accompagnato il gruppo nuovamente verso le Scuderie del Fico. Lo stesso luogo che pochi giorni prima aveva accolto il benvenuto è diventato così la cornice del pranzo dell’arrivederci.
E questa volta l’atmosfera era inevitabilmente diversa.
Se giovedì tutto doveva ancora cominciare, domenica alle spalle c’erano giorni intensi, fatti di incontri, conferenze, visite, conversazioni e momenti conviviali. “Il pranzo della domenica” è stato così l’ultimo appuntamento insieme, prima che ciascuno riprendesse la strada verso casa.
Poi è arrivato il momento dei saluti. E, inutile negarlo, un po’ di magone c’era. Dopo giornate vissute assieme e a un ritmo così intenso, era naturale che l’arrivederci portasse con sé anche un velo di malinconia.
Ma “Grano, farina e…” ci ha abituati anche a guardare avanti. Ed è con questo spirito che ci siamo salutati, con la consapevolezza che ogni edizione lascia qualcosa e, allo stesso tempo, apre già lo spazio per ciò che verrà.
Perché, dopotutto, il meglio deve sempre ancora venire.
Arrivederci da Ocrim.

e.m.